



Tre lupi avvelenati nel Parco dei Sibillini
La notizia arriva dall'efficientissimo ufficio stampa del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (Ciao Michele, sempre in gamba!!!!!!) Tre lupi uccisi con il veleno. Dalla notizia sembra per colpa dell'eterna lotta tra pastori e predatori. Chi ha paura del lupo? Il loro numero ammonta a circa una ventina, stimato da un faunista del maceratese. Come amante degli animali, questa notizia non può che suscitarmi grandissimo dispiacere. Anche se capisco chi di allevamento vive, e si vede le pecore uccise. Non ci sono solo lupi però, ma anche temibili cani selvatici. Uno di questi ha quasi sbranato una mia zia. E' un problema complesso, il conflitto tra allevatori e predatori, che non si risolve né facendosi giustizia da soli, ma con una complessa analisi della realtà, per poi prendere le decisioni più giuste. Ricordandosi che il lupo è una specie protetta. Ecco il comunicato stampa di oggi, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e una foto con un lupo morto.

COM. N. 10/2009 Visso, 29 aprile 2009
OGGETTO: il Corpo Forestale dello Stato trova tre lupi avvelenati nel Parco
Sconcertante ritrovamento, avvenuto il 7 aprile scorso, da parte degli agenti del Comando stazione del Corpo Forestale dello Stato di Castelsantangelo sul Nera: durante il servizio ordinario di controllo del territorio gli agenti - insospettiti dalla presenza di una volpe morta - hanno ritrovato anche due lupi morti adagiati nei pressi dei resti di una pecora. Nella stessa zona, e a pochissima distanza di tempo, un collaboratore del Parco ha rinvenuto un’altra carcassa di lupo. Nel raggio di un centinaio di metri, quindi, sono stati ritrovati ben tre lupi adulti morti: un maschio e due femmine che non presentavano segni esteriori di traumi o ferite; è stato anche possibile valutare che la morte dei lupi è avvenuta, al massimo due giorni prima, in modo improvviso e pressoché contemporaneamente .
Da una prima analisi dell’accaduto, quindi, si profila con ogni probabilità l’ipotesi di avvelenamento mediante l’utilizzo, come esca, della carcassa di pecora imbottita di veleno. Un metodo quindi estremamente pericoloso non solo per molti animali, anche domestici, ma anche per l’uomo. I lupi morti sono stati subito trasferiti all’Istituto zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche per gli esami necroscopici e tossicologici e, quindi, per accertare il tipo di veleno usato.
Il Corpo Forestale dello Stato sta svolgendo le indagini (è per tale motivo che la notizia viene diffusa solo oggi) per l’individuazione dei responsabili della strage di lupi, un grave reato severamente punito: il lupo è infatti protetto a livello nazionale dal 1977 ed è inserito tra le specie di interesse comunitario prioritario nell’ambito della direttiva “habitat”. Il gesto appare tanto incivile quanto insensato, dal momento che questo grande carnivoro, posto al vertice della catena ecologica, svolge anche un ruolo fondamentale per l’ecosistema, regolando le popolazioni di erbivori. Basti pensare che il cinghiale, di cui sono noti gli ingenti danni arrecati all’agricoltura, rappresenta ormai la principale preda del lupo che, pertanto, contribuisce al controllo numerico del suide. Occorre ricordare, poi, che i danni al bestiame domestico attribuiti al lupo sono spesso provocati da cani vaganti, ben più numerosi dei lupi e talvolta pericolosi anche nei confronti dell’uomo, mentre nel territorio nel Parco da tempo non si registrano danni da lupo particolarmente significativi. Vale la pena in proposito ribadire anche che il lupo, specie simbolo dell’Appennino, in cui è da sempre presente, non attacca mai l’uomo, dal quale invece fugge e si nasconde. Diversamente da quanto viene ancora da alcuni sostenuto, il suo ritorno in aree da cui era un tempo scomparso è dovuto esclusivamente alle norme di tutela e all’aumento delle sue prede naturali come il cinghiale e il capriolo; in effetti, non solo in Italia, ma nell’intero continente Europeo, non è mai stato effettuato un solo intervento di “rilascio” di esemplari di questa specie.
Si ricorda, infine, che il Parco Nazionale dei Monti Sibilliniha ha avviato il Progetto LIFE + “EX-TRA” cofinanziato dalla Commissione Europea che ha come principale obiettivo proprio la riduzione dei conflitti tra i grandi carnivori (lupo e orso) e le attività zootecniche, anche attraverso l’adozione di efficaci misure di prevenzione dei danni, quali i cani da pastore e le recinzioni elettrificate. Il progetto, della durata di quattro anni, verrà realizzato in collaborazione con i Parchi Nazionali del Gran Sasso - Monti della Laga e dell’Appennino Tosco – Emiliano, oltre che con diversi partner stranieri.
UFFICIO STAMPA PARCO NAZIONALE MONTI SIBILLINI
Semplicemente Tivoli.....
Scrivo per fissare i ricordi di una domenica magnifica. Un 25 aprile, festeggiato volutamente il 26, nel migliore dei modi, la gita fuori porta con gli amici. Ore trascorse tra la magnificenza e gli echi di un passato mai spento a Tivoli.
Patrimonio dell'Unesco, ricca di sfumature, colori e sapori che ti riempiono l'anima. Antica, vissuta e consunta il giusto, ma anche sorprendentemente attuale, con epoche e stili che si mescolano, nelle splendide viuzze, gli inaspettati scorci che ti si aprono davanti agli occhi, nel corso di una passeggiata in centro, tra l'allegro vociare della domenica pomeriggio.
Le previsioni, si sono sbagliate, un lievissimo spruzzo di pioggia, ma per il resto 20 gradi di primavera, che dalle mie parti ancora non c'è, sotto un cielo seppur nuvoloso.Villa Adriana l'ho già vista, anche due volte, così come ieri ho rivisto ancora volentieri Villa D'Este, con le sue fontane, i suoi fiori, i suoi superbi intrecci tra natura ed architettura. Una magica armonia, ti entra nel cuore, ad ogni passo dentro il magnifico giardino....
Un'altra piacevole scoperta è stata Villa Gregoriana, i percorsi tra il fresco degli alberi secolari, la maestosità dell'Aniene che ha disegnato le splendide grotte nel tufo calcareo....Una meraviglia su tutte: l'acqua che sembra scendere vorticosamente nelle viscere della terra, in un salto nella grotta delle Sirene...
Ho fatto il pieno di immagini e sensazioni ieri, con i migliori amici di sempre, cena nel cuore d'Abruzzo, a pochi km dal terremoto, un piccolo agriturismo trovato per caso, splendido coronamento di una giornata perfetta.....Grazie raga!!!!!!!!!! Lungo l'autostrada un'altra immagine potente che ho nel cuore, è la superba veduta del Gran Sasso. Un pensiero al blu e bianco delle tendopoli, che chi vive li possa tornare al più presto in un piacevole futuro....
Ecco in cosa mi sono imbattuta sabato notte, passeggiando per Pesaro.